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occhi x MOMA

La mia illustrazione per Umberto Cesari Art Contest 2019.

L’esperienza dell’opera d’arte e quella del bicchiere di vino, se analizzate e poi sintetizzate si trovano ad abitare uno spazio molto vicino, se non lo stesso. La potenza inebriante della vista di colori combinati tra loro – in modo che altro non poteva essere – va a sovrapporsi a quella dell’anima corposa che ci inumidisce le labbra e poi esplode nelle nostre papille. In entrambe i casi i sensi rallentano, si riducono ai minimi termini, e ci regalano un tempo del silenzio dedicato all’assopirsi dei sensi contemporaneo all’impeto delle sensazioni. L’inebriarsi diventa il tempo in comune dell’arte e del vino. Ed il tempo altro non è che insieme di istanti cristallizzati, come Giacomo Balla riteneva fulcro della rappresentazione del mondo, o come assurdamente ipotizzava Zenone, che percorrono il tragitto da una percezione ad una sensazione. Tutti noi ci concediamo un breve istante ad occhi chiusi per cogliere ed accogliere la potenza di un sorso di vino, così come di un’immagine. Ed ecco perchè la scelta dell’occhio. In Tempo di Piacere è rappresentato il tempo dell’atto dell’assaporare un bicchiere di vino, completamente sovrapponibile all’atto di consumare o fare arte, come quel percorso di raggiungimento della pace dei sensi, ridotto all’essenziale.

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